27 giugno 2014

La fabbrica delle paranoie

Questa settimana vorrei parlare di un libro che affronta in una maniera leggera ma chiara un argomento importante, spesso sottovalutato: l'innato talento umano di incasinarsi la vita partendo da cose che hanno poca o nessuna attinenza con la realtà. 
Capacità che, comunque, con un minimo di applicazione si può facilmente riuscire ad affinare e sviluppare anche in chi dovesse nascerne sprovvisto.
Ho trovato questo libro in una bancarella una decina di anni fa e ne ho fatto uno dei miei preferiti; le caratteristiche salienti di questo piccolo manuale sono:
  • Un titolo curioso, molto azzeccato, studiato con lo scopo di incuriosire il passante agendo da efficacissimo "specchietto per allodole".
  • Un prezzo decisamente allettante (6€ circa).
  • Concetti spiegati in modo semplice ed efficace, senza troppi giri di paroloni.
  • Un grande assortimento di battute sciocche, per lo più di cattivo gusto, messe là per sdrammatizzare e alleggerire la trattazione in modo da non spaventare il lettore che teme il "mattonazzo psicologico".
  • Un grande amore e talento per utilizzo di note a pié di pagina, usate per ammassarci le battute del punto precedente, con il risultato pratico di ostacolare di continuo la lettura, irritare e far perdere il filo del discorso.
  • Uno stile dichiaratamente spigliato, simpatico e frizzante, che fa l'occhiolino al gergo degli adolescenti, che risulta quindi totalmente fuori luogo come un anziano che vuole a tutti i costi atteggiarsi a giovane.



20 giugno 2014

E ora mi faccia un bel respiro!




L’altro giorno, in ufficio: l’anticamera dell’Inferno.

Il telefono che squilla ogni pochi minuti, mail “urgenti” che strombazzano notifiche di ricezione una dopo l'altra, a sciami; in sottofondo e negli uffici adiacenti voci irritate più o meno alte di colleghi che discutono tra loro o al telefono.
Le continue richieste e interruzioni non permettono di concentrarti... e tu, con un senso crescente di esaurimento e di angoscia, mentre non riesci a chiudere un’urgenza prima che ne arrivino altre due che vanno sbrigate entro subito, piano piano cominci a sentirti soffocare.

Quando, dopo l'ennesima interruzione a quello che stavo tentando di fare, ho sbattuto con rabbia il telefono, mi sono improvvisamente accorto che era proprio così: ero davvero senza fiato.
Proprio non respiravo. Facevo brevissime inspirazioni brevi, come quelle dei cagnolini: una roba del tipo Anf-anf-anf-anf, ingobbito sulla scrivania con la cassa toracica contratta, richiusa su se stessa, quasi non ce la facevo a fare un'inspirazione completa.

Calma. Sì, bravo, come sarebbe “calma”… è la parola più fuori luogo: c'è la relazione da preparare entro fine giornata che il capo poi deve controllarla, le mail da sistemare prima che ne arrivino altre, i certificati da mettere in tabella dopo averli controllati che vanno resi disponibili se qualcuno ne ha bisogno... e se non mi sbrigo a finire ci saranno altre seccature che si accavalleranno sulla prima….! 
PRIMA devo sistemare questi, POI magari mi prenderò un momento per rilassarmi.

E invece no.   No.   Assolutamente: NO.
Per essere più precisi

15 giugno 2014

Fai fiorire... le tue virtù !




Ogni volta che inciampo in un libro dal titolo altisonante, del tipo “ Il segreto della felicità” o “7 modi per raggiungere il nirvana” storco un po’ il naso e tiro diritto, immaginando l‘ennesimo psico-guru dal consiglio facile.  Stesso destino sarebbe toccato a “Flourish – Fai fiorire la tua vita” se l’occhio non fosse caduto sul nome dell’autore, tal Martin E.P.Seligman, niente meno che il Presidente dell’American Psychological Association, eletto con il numero più alto di voti nella storia dell’Associazione.
Fuga ogni mio dubbio già dall’introduzione affermando che: “ I have spent my professional life avoiding unguarded promises like this one (n.d.r..” this book help you flourish” ). I am a research scientist, and a conservative one at that. The appeal of what I write comes from the fact that it is grounded in careful science: statistical tests, validated questionnaires, thoroughly researched exercises, and large, representative samples. In contrast to pop psychology and the bulk of self-improvement, my writings are believable because of the underlying science.” In due parole, Seligman ha passato tutta la sua carriera applicando il metodo scientifico al buon senso comune e cioè ha cercato di dimostrare la validità scientifica (o meno) di tanti consigli, strategie e formule considerate, per tradizione culturale, filosofica o religiosa, le chiavi per il raggiungimento della felicità. E’ inoltre – e soprattutto - il fondatore della Psicologia Positiva che, in modo rivoluzionario, ha per la prima volta diretto il suo interesse non sulla diagnosi e cura delle malattie psichiatriche ma su ciò che, in ottica preventiva, aiuta le persone ad acquisire e mantenere un maggior senso dibenessere psicofisico.

6 giugno 2014

5 semplici esercizi per essere "felici senza motivo"

 

Può nascere la domanda: questa ricerca della felicità, di una vita all'insegna dell'ottimismo e del benessere, è una recente trovata newage dovuta allo stress della vita moderna?
No. Già gli antichi Greci si erano inventati la filosofia allo scopo di arrivare alla conoscenza di se stessi, della propria natura e delle proprie inclinazioni, in modo da cercare di capire come le capacità di ogni individuo potessero essere espresse in piena realizzazione.
Per loro la filosofia, ben lontana dai contorti astratti esercizi mentali quasi sempre fini a se stessi che ci vengono spesso presentati a scuola, era pratica: serviva piuttosto alla trasformazione spirituale dell'uomo che ricercava la verità, in modo da condurlo alla realizzazione personale e ad una vita felice.
La felicità, diceva Aristotele, era infatti la realizzazione della propria natura.

La ricerca di un sistema efficace per salire i gradini della realizzazione personale, per correggere i propri difetti e raggiungere uno stato di maggiore realizzazione, è quindi antichissimo; vorrei però cominciare a ragionare sull'argomento "felicità" non partendo come a questo punto sarebbe logico da Epicuro, Democrito, Socrate, Aristotele o dai grandi filosofi che hanno trattato a lungo l'argomento; ma al contrario da una lettura senza pretese, semplice e breve, di un'autrice trovata in internet.