4 luglio 2014

101 consigli per una casa perfetta, ordinata e pulita. Un domani.


"Stirare è un'arte alla quale tutti possiamo ambire, seguendo alcuni piccoli accorgimenti: per il ferro a vapore potete usare quella recuperata dallo sbrinamento del freezer, o quella del rubinetto bollita e filtrata. Eliminate il calcare riempiendo il serbatoio con acqua e aceto bianco. Accendete il ferro, poi fate uscire il vapore, quindi strofinate la superficie della piastra con una candela bianca avvolta in un panno di cotone; strofinatela poi con una fettina di limone e rimuovete i residui con una pezzetta umida pulita. [...] Evitate, se possibile, di stirare per MOLTE ORE CONSECUTIVE, per evitare dolori alle gambe e problemi di circolazione alle gambe."

"Il bagno necessita di un'igiene quotidiana: la pulizia frequente vi permetterà di fare in fretta, evitando allo sporco di accumularsi. Pulite i sanitari con detergente, sbiancateli con succo di limone o aceto caldo, e passate l'asse del water con acqua ossigenata; quindi disfinfettate la spzzola del WC con candeggina. Pulite poi le piastrelle con uno straccio imbevuto d'alcool, quindi il pavimento; non limitatevi alla pulizia dei rubinetti ma pulite i filtri immergendoli in aceto caldo; poi lavate i mobiletti con una spugnetta, la tenda della doccia con l'alcool, e ripassate tutte le superfici in plastica con una pelle di daino."

"I balconi e le terrazze richiedono cura e manutenzione costante. Strofinate spesso la ringhiera con un panno di daino imbevuto di petrolio, lavatela accuratamente con acqua e ammoniaca, e quando sarà asciutta passateci uno straccio imbevuto d'olio."

"Il marmo sembra inattaccabile, in realtà ha bisogno di costanti cure. [...] Spolverate di frequente i vetri, per poi passare un giornale imbevuto di acqua e ammoniaca con movimenti circolari. [...] Se alle finestre avete veneziane, spolveratele spesso per eliminare la polvere che altrimenti finireste per respirare. [...] Le porte devono essere pulite di frequente. La costante pulizia e lucidatura delle maniglie, dove si annidano i batteri, è fondamentale. [...]"

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Queste e altre agghiaccianti perle di saggezza per una frequente, costante, fondamentale gestione domestica che occupi il 200% del tempo libero stanno nel libro di oggi, “101 consigli e segreti per la casa”, una raccolta di consigli per casalinghe con tendenze psicotiche che ho avuto l’idea di comprare (in sconto alle bancarelle, come per gran parte di altri miei libri assurdi) quando sono andato a vivere da solo, sull’onda delle osservazioni altrui secondo le quali non avrei avuto la minima possibilità tenere la casa organizzata e pulita.



E’ un libro deciso, dall’aspetto squadrato, solido, utilissimo: intanto come fermaporta.
E' soprattutto un libro dogmatico, che dispensa solide certezze: per esempio, la prima volta che l’ho letto per organizzarmi riguardo alle pulizie, ho avuto subito la solida certezza che seguendo quello che c’era scritto non sarei mai stato radioso, spensierato, saltellante e realizzato come mostravano di essere, nelle foto allegate, le infaticabili casalinghe che mi ero ripromesso di emulare.


3 luglio 2014

Puoi anche dire no!

… ma potresti anche dire “ che ne pensi se…?”
L’assertività, in fondo, potrebbe essere riassunta con questa domanda, presupposto di accordo tra le parti; per definizione infatti essa è la capacità di riconoscere e far valere i propri bisogni nel rispetto di quelli altrui. L’assertività, citando il libro “Puoi anche dire no!” di B.Bauer, G.Bagnato e M.Ventura, “ si pone infatti l’obiettivo di risolvere queste situazioni (n.d.r di conflitto) nel rispetto di sè stessi, consapevoli dei propri diritti. Allo stesso tempo, e qui sta la difficoltà, l’assertività richiede l’attenzione alla persona che si ha di fronte, allo scopo di mantenere una buona relazione.”.
E’ un termine divenuto ormai di moda, utilizzato in ambito relazionale, sia esso familiare, di coppia o lavorativo, che tuttavia stenta ancora ad essere compreso nel suo vero significato. 
Molti infatti confondono l’assertività con la capacità di “farsi valere”, di “dire le cose come stanno”, in un’accezione quasi aggressiva oppure ne parlano come di una tecnica di finissima manipolazione per il raggiungimento di uno scopo; l’assertività, al contrario, è un approccio molto attento alla dignità delle persone, al loro modo di sentire e pensare e certamente la persona assertiva “non è un campione di lotta verbale”! Altri ancora la ritengono semplicemente un’abilità comunicativa ma anche in questo caso l’analisi rischia di essere riduttiva: essere assertivi richiama certamente a competenze comunicative, presuppone autostima e un buon senso di autoefficacia; tuttavia richiede un guizzo creativo in più, quello sforzo mentale alla ricerca di una soluzione alternativa alle due  istanze degli attori, una soluzione, a volte di compromesso, positiva non solo per sé stessi ma anche per l’interlocutore e soprattutto per la relazione in prospettiva futura.
Quali sono quindi i presupposti di un atteggiamento assertivo?

- Essere chiari con se stessi circa i propri bisogni e desideri: “che cosa voglio esattamente?”
- La disponibilità a mettersi in gioco nella relazione, a rischio anche di dover rivedere relazioni importanti
- Avere una concezione positiva delle relazioni e delle persone che ne sono protagoniste e in    particolar modo avere fiducia in se stessi e nella propria capacità di dare un contributo alla relazione
- Riconoscere agli altri il diritto ad essere se stessi
- Disponibilità a gestire in modo positivo e costruttivo i conflitti e le divergenze di opinioni e   obiettivi

A questo punto, non dimenticare i tuoi diritti assertivi!

- Il diritto di decidere e di valutare il proprio comportamento, i propri pensieri, le proprie   emozioni e di essere il giudice di se stessi
- Il diritto di non offrire ragioni o scuse per il proprio comportamento
- Il diritto di decidere se si ha la responsabilità di trovare una soluzione ai problemi altrui
- Il diritto di cambiare idea
- Il diritto di sbagliare e di esserne responsabile
- Il diritto di dire “non lo so” o “non capisco” e di chiedere spiegazioni
- Il diritto di sentirsi liberi dall’approvazione degli altri
- Il diritto di essere illogici nel prendere decisioni
- Il diritto di NON ESSERE PERFETTI